Che cos'è l'epitrocleite?
L'epitrocleite (o epicondilalgia mediale) è la tendinopatia dei muscoli flessori del polso e pronatori dell'avambraccio, nel punto in cui si inseriscono sull'epitroclea, la sporgenza ossea interna del gomito. È meno frequente dell'epicondilite laterale, ma condivide la stessa natura: un tendine sovraccaricato, non infiammato nel senso classico.
Perché viene l'epitrocleite?
Il sovraccarico nasce da gesti ripetuti di presa forte, flessione del polso e rotazione dell'avambraccio: avvitare, martellare, sollevare carichi, i lanci nello sport, le trazioni e i sollevamenti in palestra con progressioni troppo rapide. Come sempre con i tendini, il problema non è il carico in sé, ma il carico che cresce più in fretta della capacità di adattamento.
Quali sono i sintomi dell'epitrocleite?
Dolore localizzato sull'osso interno del gomito, che aumenta stringendo con forza, flettendo il polso contro resistenza o portando peso. A volte si associa un formicolio verso anulare e mignolo: in quel caso valuto anche il nervo ulnare, che passa proprio lì accanto e può essere irritato insieme al tendine.
Cosa dice la scienza sull'epitrocleite?
Le evidenze specifiche sono meno abbondanti rispetto al lato laterale, ma puntano nella stessa direzione: esercizio di carico progressivo come cuore del trattamento, modifica temporanea dei gesti scatenanti, prognosi favorevole nella grande maggioranza dei casi nell'arco di alcuni mesi. Anche qui le infiltrazioni di cortisone danno sollievo breve ma non migliorano — e forse peggiorano — i risultati a lungo termine.
Come può aiutarti la fisioterapia con l'epitrocleite?
Il piano è gemello di quello per l'epicondilite, adattato ai flessori: isometrie per modulare il dolore, poi rinforzo progressivo con carichi crescenti di polso e avambraccio, reintroduzione graduale dei gesti lavorativi o sportivi, e controllo del nervo ulnare se dà segni di irritazione. Se ti alleni in palestra, rivediamo insieme tecnica e progressioni: spesso basta aggiustare quelle per non ricaderci.
Cosa puoi fare già da oggi
- Riduci temporaneamente l'intensità della presa nei gesti quotidiani: impugnature più larghe e morbide aiutano.
- In palestra, abbassa momentaneamente i carichi di trazioni e curl invece di sospenderli del tutto.
- Prova isometrie dei flessori: premi il palmo contro l'altra mano per 30-45 secondi, a intensità media.
- Scalda sempre l'avambraccio prima di sforzi intensi: i tendini rendono meglio da caldi.
Quando rivolgersi subito a un medico
Contatta il medico senza aspettare se noti uno di questi segnali:
- Trauma con dolore acuto, gonfiore e impossibilità di muovere il gomito
- Formicolio persistente a anulare e mignolo con perdita di forza nella mano
- Gomito caldo e arrossato con febbre
- Dolore che non cambia mai con attività e riposo
Domande frequenti sull'epitrocleite
Dove fa male l'epitrocleite, o gomito del golfista?
Sull'osso interno del gomito: il dolore aumenta stringendo con forza, flettendo il polso contro resistenza o portando peso.
Il formicolio ad anulare e mignolo è normale con il gomito del golfista?
A volte si associa, e in quel caso va valutato anche il nervo ulnare. Se il formicolio è persistente e c'è perdita di forza nella mano, contatta il medico.
Devo smettere la palestra se ho l'epitrocleite?
Non del tutto: abbassa momentaneamente i carichi di trazioni e curl invece di sospenderli. Spesso basta rivedere tecnica e progressioni per non ricaderci.
Quanto tempo ci vuole per guarire dall'epitrocleite?
La prognosi è favorevole nella grande maggioranza dei casi nell'arco di alcuni mesi, con esercizio di carico progressivo e modifica temporanea dei gesti che scatenano il dolore.
Dove posso fare fisioterapia per l'epitrocleite a Gravina in Puglia?
A Gravina in Puglia puoi rivolgerti alla fisioterapista Antonella Laddaga, che riceve in studio e, se ti è difficile spostarti, a domicilio a Gravina e dintorni. Per prenotare una valutazione chiama il 345 114 5245 o scrivi su WhatsApp.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale. Se hai un dubbio sulla tua situazione, parlane con il tuo medico o con la tua fisioterapista.
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